RELAZIONE
7° CONVEGNO INTERNAZIONALE
“ LA QUALITA’
DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA”
RIMINI 13-14-15 NOVEMBRE 2009
Premesso che per la nostra scuola è importante favorire la formazione, l’aggiornamento professionale degli operatori scolastici, in quanto strumenti prioritari per rispondere ai bisogni formativi di noi docenti e al miglioramento dell’Offerta Formativa, su invito del Dirigente del nostro Circolo dott. Andrea Macauda, le insegnanti specializzate: Anna Maria Calabrese, Corradina Di Grandi e Corrada Riscica, hanno partecipato al 7° convegno sulla qualità dell’integrazione scolastica, organizzato dal Centro Studi Erickson, a Rimini.
I lavori del convegno si sono svolti in tre giornate con sessioni plenarie al mattino e tra vari worhshop (ottanta) di approfondimento al pomeriggio, della durata di due ore ciascuno e ha visto coinvolte cinquemila persone provenienti da tutta l’Italia, tra docenti, famiglie, disabili, operatori sanitari, medici, psichiatri, logopedisti, ecc. Inoltre è stato organizzato uno spazio espositivo di libri, postazioni multimediali per visionare software didattici, attinenti alle varie tematiche affrontate nel convegno.
Le sedute plenarie hanno avuto il supporto di traduttori simultanei, l’uso di schermi giganti con trascrizione simultanea dei vari interventi dei relatori intervenuti, contributi video, presentazioni e relazioni accompagnate da programmi multimediali e letture svolte dall’attore Gino Paccagnella di brani estratti dagli scritti di don Milani, che hanno sottolineato e introdotto spunti di riflessione.
Le giornate sono state moderate dal prof. Dario Ianes e hanno visto coinvolti importanti personalità del mondo culturale, accademico e scolastico ( F.Frabboni - Università di Bologna - , F. Gatto – Università Messina - , C. Scataglini – insegnante specializzato Aquila – , D. Demetrio - Università Milano -, Mussi Bollini – responsabile Programmi per ragazzi RAI3 -, C. Cornoldi – Università Padova -, A. Canevaro – Università Bologna -, ecc) che hanno relazionato sul mondo della scuola, sulle tematiche dell’inclusione, dell’accoglienza e dell’equità necessaria, tematiche sempre più complesse per l’aumento dell’eterogeneità delle situazioni degli alunni, delle loro condizioni di vita e minacciate dalle nuove politiche scolastiche governative.
Abbiamo avuto modo di incontrare, inoltre, personalità internazionali, come: Edgar Morin (sociologo –Centro Internazionale della ricerca scientifica di Parigi), uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, e conoscere il suo pensiero, la sua visione sul sapere e sull’insegnamento che forma “ teste ben fatte”; la dott.ssa Anna Sfard (Università Haifa, Israele, Michigan-USA), studiosa del pensiero matematico, che in un’ottica comunicativa e interpersonale, ha affinato le nostre competenze in questo ambito didattico così difficile ma anche tanto affascinante e importante; la prof.ssa Jenni Gage ( Università di Cambrige) studiosa delle applicazioni didattiche delle nuove tecnologie informatiche, in particolare delle Lavagne Interattive Multimediali (LIM), che ha puntualizzato e dimostrato su come sia possibile costruire una reale innovazione didattica inclusiva e motivante, al di là dell’arredo, con questo mezzo, il quale rimane comunque un sussidio che non può sostituire il lavoro e la preparazione dell’insegnante; Margot Sunderland, la grande psicoterapeuta che ci ha insegnato come sviluppare l’empatia e facilitare la vita emozionale anche dei bambini più in difficoltà; Nenad Suzic, (pedagogista, Università Bosnia Erzegovina), che ci ha fatto conoscere gli sforzi fatti da docenti e studiosi per costruire una scuola che integri gli alunni con disabilità, nella sua terra, martoriata dalle guerre.
Le docenti Riscica e Di grandi hanno partecipato ai seguenti quattro workshop di approfondimento:
· “Progetto IRIDE” per la dislessia, in cui i relatori hanno presentato il progetto clinico-rieducativo che si propone di affrontare la problematica della dislessia attraverso un’adeguata formazione di tutti i docenti, per il bambino con DSA e con due strumenti di aiuto complementari e cioè la rieducazione e il tutoring dei pari.
· “Sviluppare l’attenzione e l’autoregolazione”: in questo spazio la relatrice prof.ssa Anna Maria Re ( Università Padova) ha presentato un approccio di tipo preventivo al disturbo da deficit di attenzione, iperattività (ADHD), il quale contiene molti vantaggi (ridurre la probabilità di insuccesso scolastico, promuovere nell’alunno l’autostima, e la motivazione positiva verso gli apprendimenti scolastici), nuovi strumenti volti alla valutazione in bambini di quattro- cinque anni e interventi di potenziamento da attuare a scuola.
· “ Un mare di parole”: un percorso di potenziamento delle abilità di lettura e scrittura nella scuola primaria, nel quale i relatori hanno affrontato il disturbo di acquisizione della lettura e/o della scrittura, che alcuni bambini nel corso della loro frequenza della scuola primaria presentano sempre più spesso. Sono stati, inoltre, presentati procedure e materiali che partendo dalle prime fasi di apprendimento della lingua scritta, guidano i bambini nel processo di analisi delle parole per poi impegnarli in compiti di lettura funzionali di singole parole controllate per frequenza e lunghezza. Le attività di lettura e scrittura sono sempre proposti in forma ludica mediante memory, tombola, incroci di parole, ecc e con il supporto di un software didattico.
· “I compagni come risorsa: esperienze di educazione attiva per l’inclusione”,in questo workshop il dott. P Cafaro (psicologo), la dott.ssa L. Zaghi (coordinatrice centro di documentazione Bologna), C. Fabbri e P. Paletti ( insegnanti della scuola primaria di Monteveglio, Bologna), partendo dall’esperienza decennale svolta nella scuola di Monteveglio, in collaborazione con il centro documentazione locale, hanno proposto percorsi di simulazione per affrontare nella logica dell’Educazione attiva, le principali problematiche che si incontrano nella scuola di base in riferimento all’inclusione di alunni diversabili, delle differenze socio-culturali e delle differenti modalità di apprendimento e di relazione dei bambini.
L’insegnante Anna Maria Calabrese ha partecipato ai seguenti gruppi di lavoro:
· “La promozione delle abilità socio-comunicative nell’autismo”: in questo workshop i professori S. Solari ( Centro per l’autismo ASL 5, La Spezia), L. Lumache (Istituto Gaslini, Genova), A. Basile (Università di Macerata), M. Zappella ( Direttore scientifico rivista “Autismo e disturbi dello sviluppo”), hanno affrontato alcune delle più ricorrenti problematiche concernenti le modalità di approccio psicoeducativo riguardo all’autismo, in particolare al nuovo modello di insegnamento della scrittura e della lettura col computer, ad altre forme strutturate di organizzazione delle attività a casa e a scuola e ad alcune esperienze importanti italiane, di integrazione scolastica con particolari riferimenti ai delicati momenti di passaggio da un livello di scuola al successivo.
· “Educabilità cognitiva ed emotiva, il contributo di Feuerstein”: la prof.ssa Ester Bombardini (Centro per l’Apprendimento Mediato, Rimini) ha affrontato la tematica affettività e il ruolo che gioca, influenza i processi cognitivi e come attraverso la metodologia Feuerstein, sia possibile uno sviluppo della “modificabilità” (cioè che per ogni individuo c’è una disponibilità a modificarsi, a crescere, a svilupparsi), anche nella componente emotiva.
· “La sindrome di Asperger a scuola e dopo…”: P. Cornaglia Ferrarsi (pediatra, Genova), R. Grenci (scrittrice, Potenza), T. Masciadri (Gruppo Asperger Onlus), hanno affrontato le peculiarità della personalità Asperger, inserita tra le manifestazioni “patologiche” della psiche come disturbo pervasivo dello sviluppo e accomunato da alcuni sintomi e segni caratteristici dell’autismo. Si sono soffermati sulla responsabilità della società (intolleranza e non accettazione di comportamenti “non conformi” considerati impropri, il rifiuto e gli ostacoli alla partecipazione) e sui conseguenti meccanismi di esclusione dei vari ambiti della vita sociale. Inoltre, hanno proposto gli strumenti educativi e abilitativi efficaci, che possono ridurre il deficit e l’isolamento.
· “I metodi ABA a confronto”: C.Magaudda, V. Piermattei, C. Ricci (Istituto Walden, Roma), hanno affrontato i vari metodi legati a questa sigla, cioè ABA che si traduce in italiano in Analisi Comportamentale Applicata. E’ un metodo riconosciuto in tutto il mondo come il miglior metodo scientifico in grado di operare contro gli effetti provocati dall’autismo. Applicato sistematicamente, il metodo può migliorare drasticamente le capacità del bambino nell’apprendere nuove abilità (leggere, scrivere, ecc) e acquisire comportamenti appropriati. Nell'intervento ABA, la modalità principale è quella dell'insegnamento attraverso prove distinte ("discrete trial teaching"o DDT). Questo metodo non è usato esclusivamente con i bambini con disturbi autistici, ma è un metodo didattico molto chiaro e efficace che può essere usato con chiunque. L'insegnamento DTT viene svolto in un ambiente che elimina le distrazioni che possono impedire l'apprendimento, scompone le abilità in parti più comprensibili per il bambino e in modo particolare utilizza i principi dell'uso corretto del rinforzo, per cui con questo metodo il bambino non ha nemmeno l'opportunità di fallire. Per questo viene anche chiamato "insegnamento senza errori" ("errorless learning").
Nell’ultima giornata del convegno è stata prodotta la mozione finale (si allega una copia a questa relazione), che è stata promulgata attraverso gli organi di stampa, nel sito www.erickson.it/qualitaintegrazionescolastica (dove è anche possibile visionare i video e le tematiche dibattute) e presentata all’attenzione del Ministro dell’Istruzione.
Concludendo possiamo affermare che la partecipazione al convegno è stata una grande opportunità di formazione e di stimolo e di questo ringraziamo il nostro dirigente scolastico per averci spronate e sollecitate ad essere presenti. Sono stati giorni di arricchimento umano e professionale, nello scambio relazionale con altri docenti e figure professionali, di conoscenza di esperienze didattiche attuate da altri docenti in realtà scolastiche italiane e non solo, intorno alla diversabilità. Occasione importante, non esaustiva, che richiede un feedback personale di rielaborazione, di studio, di approfondimento, di applicazione nell’esperienza didattica quotidiana, di autoaggiornamento, attraverso gli strumenti e i contenuti più utili e adeguati alle tematiche del nostro essere docenti nella nostra quotidianità di formatori ed educatori, per una scuola veramente di qualità e di opportunità per tutti.
